Dicono di me

"Introducendo i lavori di Dina Pascucci, la sensazione immediata che scaturisce ha a che fare con il segno e disegno; ovvero, in tutti i suoi lavori chi di noi abbia una sufficiente sensibilità estetica non può non cogliere un dipanarsi del tratto grafico armoniosamente gradevole per l’occhio, oltre che preciso e pulito. Già questa modalità, questa politezza del segno esercita indubbiamente un certo appeal, una seduzione sull’osservatore - si veda, ad esempio, il lavoro della giovane donna tra le rose. Ricordo tra l’altro che l’artista è autodidatta, pertanto a maggior ragione questa considerazione depone a favore di un vero talento naturale. A mio avviso, il percorso artistico, ma anche umano, di Dina Pascucci è una narrazione che si svolge secondo più chiavi di lettura, da quella più analitico-formale e tecnica a quella più intimista, emozionale e interiore e che rimanda ad una dimensione collettiva, universale. E tale binomio è sempre possibile intercettarlo nei suoi lavori - riconosco che questa è una digressione che compete più al critico in quanto ‘accademica’, ma vedremo più in là che anche questa cifra trova una sua armoniosa composizione nella produzione dell’artista."

Analisi delle Opere

"La tela con il volto femminile imperlato di farfalle rimanda alla cifra di Giuseppe Arcimboldo detto ‘l’Arcimboldo’. E se si vuole indulgere a tracciare possibili corrispondenze trasversali in seno alla storia dell’arte, queste si possono trovare senza dubbio nel Surrealismo – come vedremo, anche questo scenario non è estraneo al mondo ‘suggestivo’ ed evocativo dell’artista. Il volto femminile ‘alla Arcimboldo’, così come buona parte della produzione di questo artista proto-manierista, potrebbe ammiccare all’esistenza di una dimensione più misteriosa e magica oltre quella apparente. Non per nulla nel caso di Arcimboldo si può parlare di ‘Surrealismo’, così come, nel caso di Dina Pascucci, di ‘realismo magico’"

Conclusione

"L’espressione ‘realismo magico’ potrebbe racchiudere l’universo artistico ed emozionale di Dina Pascucci; rimanda ad un movimento artistico-letterario - italiano e non solo - negli Anni 20 del secolo scorso la cui cifra era il ritorno alla tradizione figurativa della classicità, rinascimentale e precedente, così come la rappresentazione del mondo in termini di un realismo mimetico, quasi ‘molecolare’ - tanto era preciso e meticoloso – oltre che raffinato."

"Una differenza rispetto al mondo per immagini di Dina Pascucci esiste, e non è da poco: in lei questa tensione tra l’onirico e il fantastico, che ben si innesta sulla molteplicità del reale, sembra assolvere ad una precisa funzione, quella di traghettare i soggetti delle tele, uomini o donne che siano, verso un percorso di crescita e arricchimento interiori, travalicando, auspicabilmente, la più limitata dimensione umana per assurgere ad esperienze spirituali superiori, meta-umane attraverso la figura-guida femminile." (Analisi critica di E. Stradella)

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